Teologia della creazione: il significato del verbo “creare”
L’origine del mondo e la teologia della creazione
La questione riguardante l’origine del mondo è una tematica che ha segnato, sin dall’inizio, la religiosità umana.
Numerosi sono i racconti mitici (provenienti da diverse parti del mondo) che tentano di spiegare la creazione del mondo e dell’umanità, per opera di forze soprannaturali. Anche il racconto custodito nel libro della Genesi (parola che letteralmente significa “Inizio”, “Origine”) fa parte di quei testi antichi che, attraverso lo stile “mitico”, intende spiegare l’inizio del mondo per opera di Dio. Anzitutto occorre analizzare il verbo “creare” che per la Bibbia è un’azione riservata esclusivamente a Dio. Nel significato teologico “creare” significa “fare dal nulla”, in contrapposizione con il verbo “costruire” che è invece tipico dell’uomo, ed indica il bisogno di avere strumenti e materie prime per poter realizzare qualsiasi oggetto o manufatto. In realtà, ad una attenta lettura del passo biblico, creare per Dio significa “fare con la voce”, infatti i sei giorni della creazione ruotano attorno ad un unico ritornello che recita: “Dio disse… e così fu” ossia così si realizzò.

Teologia della creazione: il potere performativo della parola
Nel linguaggio teologico si dice a questo proposito che il testo biblico sottolinea come la parola di Dio possieda un potere “performativo”, ovvero, nel momento in cui viene pronunciata, opera concretamente. Si tratta dunque di una parola efficace, dimostrando anche il fatto dell’autorevolezza di Dio che, nel momento in cui pronuncia una frase, questa ha immediato riscontro nella realtà, ovvero si attualizza, si fa “carne”.
Quest’ultima affermazione è ripresa dal prologo del Vangelo di Giovanni, in cui si sottolinea come in Principio, ossia all’inizio di tutto vi era il Verbo di Dio per eccellenza, Gesù Cristo, la Parola definitiva del Padre. Questi viene al mondo come luce per gli uomini e che si “fa carne”, ad indicare ulteriormente il legame fra Antico e Nuovo Testamento e soprattutto, a rimarcare la forza della parola di Dio. Lo stesso dono del linguaggio e della capacità di comunicare con la parola, che caratterizza l’uomo creato a “immagine e somiglianza di Dio”, indica infine il fatto che l’uomo è intimamente chiamato ad una relazione di comunione dialogante con Dio, unico partner capace di comprendere fino in fondo la complessità, profondità e inquietudine del cuore umano.








