Teologia e
MUSICA
La musica è un insieme di emozioni e stati d’animo; tra musica e teologia esiste un legame profondo.
Teologia e musica: l’uomo incontra il Trascendente.
Teologia e musica: l’uomo incontra il Trascendente.
LA MUSICA È UN ATTO DI CREAZIONE
LA MUSICA È UN ATTO DI CREAZIONE
Per introdurmi in questa riflessione sul rapporto tra musica e teologia, prendo spunto da una frase molto toccante e significativa di un grande musicista dei nostri tempi, Ezio Bosso, scomparso il 14 maggio 2020, dopo aver lottato per anni contro una terribile malattia degenerativa.
Così scrive del suo grande amore, la musica: “La musica non è solo un linguaggio ma una trascendenza, che è ciò che ci porta oltre”. Vorrei davvero ponderare le parole del grande uomo e artista, che contengono al loro interno, il senso profondo del legame tra teologia e musica. Quest’ultima non può essere ricondotta ad un semplice linguaggio, ossia a uno strumento di trasmissione di dati, emozioni, sentimenti, stati d’animo, ecc… è qualcosa di più elevato ossia è una dinamica che permette all’uomo di trascendersi, ossia di uscire da se stesso e innalzarsi, e nello stesso tempo possibilità per l’uomo di incontrare il Trascendente, che per sua natura è colui che sta oltre.
Credo che questa definizione ci aiuti ad entrare meglio nella dimensione stessa della musica che anche in questo caso acquisisce il significato di vera e propria arte.
La musica è arte perché è opera dell’uomo che, nel comporla o riprodurla, si sente in qualche modo ispirato, ossia riceve una sorta di intuizione, di suggerimento da parte di un’entità superiore che dona questa grande capacità.
La musica arriva da Dio stesso e, come dono, diventa arte.
Potremmo allora definire la musica come qualcosa che arriva da Dio stesso e che come dono, diventa arte cioè possibilità di creare armonie e quindi dare ordine ai suoni quasi come fosse un atto di creazione che Dio consente all’uomo.
Si parla infatti spesso di “creazione artistica” ma non a caso: ogni forma di arte, per sua definizione, è un talento umano che trae il suo senso profondo dal dono divino. Se diamo un rapido sguardo alla religione ebraica, ci rendiamo immediatamente conto, grazie ai testi biblici, dell’importante presenza della musica e di annessi strumenti musicali, per quanto concerne sia la vita sociale che quella religiosa.
Il re Davide passa alla storia per essere stato un musicista e compositore che scrisse addirittura molti salmi biblici che in origine erano veri e propri componimenti cantabili con l’accompagnamento di strumenti quali la cetra e i timpani.
Teologo
Claudio Daniele
Nell’ambito della Chiesa cristiana, la musica ha potuto fare il suo ingresso molto tardi, infatti durante l’impero bizantino l’organo era uno strumento ancora relegato nelle stanze dei cortigiani e non faceva ancora parte dell’ambito religioso.
Solo gradualmente la musica assunse il ruolo di strumento liturgico per eccellenza nella Chiesa cattolica per l’accompagnamento dei canti.
In realtà la musica in senso corale o a “cappella” cioè senza accompagnamento strumentale, era presente nella chiesa sin dai primi secoli, tant’è vero che uno dei grandi Padri della Chiesa, il vescovo Agostino di Ippona, in uno dei suoi celebri scritti arrivo ad affermare che “chi canta prega due volte”, ossia nelle sue parole dichiarava la grande importanza del canto e della musica come veicoli privilegiati per arrivare all’orecchio non solo umano ma soprattutto divino, nell’esaudimento della preghiera accorata del fedele che lo invoca con sincerità.
La musica dunque nel suo rapporto con la teologia è una dimensione umano-divina che innalza lo spirito umano, portandolo davvero a fare un’esperienza quasi estatica del divino.
L’organo
L’organo è stato anche definito il re degli strumenti in quanto racchiude in sé una vera e propria orchestra.
Pensiamo proprio ad esempio all’organo che, attraverso le sue melodie, può davvero fare suscitare nel cuore di chi lo ascolta sentimenti ed emozioni alti e profondi allo stesso istante.
L’organo è stato anche definito il re degli strumenti in quanto racchiude in sé una vera e propria orchestra, suonata da un unico esecutore con tastiera e pedaliera: a dimostrazione di questa importanza che ha rivestito la musica nella liturgia ci viene in aiuto il grande compositore Johann Sebastian Bach, appartenente alla chiesa luterana, che ha consegnato alla storia dei componimenti per organo e non solo, ancora oggi carichi di espressività, genialità artistica e grande competenza musicale.
La storia della musica è dunque la storia di uomini appassionati e, in molti casi, anche devoti, credenti che hanno tratto ispirazione, oltre alla loro grande abilità artistica nel riferimento teologico.