Teologia e
CHIESA

L’ecclesiologia rappresenta le complesse dinamiche tra Teologia e Chiesa.

Ecclesiologia: il fil rouge tra Teologia e Chiesa.

Ecclesiologia: il fil rouge tra Teologia e Chiesa.

IL SIGNIFICATO DELL’ECCLESIOLOGIA

IL SIGNIFICATO DELL’ECCLESIOLOGIA

La dinamica del rapporto tra Teologia e Chiesa, nell’ambito della riflessione accademica, va sotto il nome di una vera e propria disciplina teologica che è chiamata “ecclesiologia”.

l‘ecclesiologia è un termine di origine greca; nel suo significato etimologico originale, ecclesiologia sta a significare letteralmente “assemblea”, “comunità”, in quanto deriva proprio da un verbo che indica una chiamata all’adunanza. Si tratta dunque di una parola che, nella sua specificità, indica movimento, spostamento e riunione di persone.

Il primo elemento fondamentale che caratterizza dunque la parola Chiesa è il dato comunitario e dinamico: questo termine successivamente, come peraltro è successo alla parola Sinagoga per l’ebraismo, assumerà anche il significato di edificio sacro.

Oggi, infatti, quando si sente la parola “chiesa” il primo pensiero che viene in mente è proprio quello che ci rimanda alla costruzione architettonicamente specifica.

Se però torniamo un istante al significato originale, scopriamo che si tratta di rivalutare l’aspetto di appartenenza comunitaria, che l’ultimo Concilio Vaticano II ha ribadito con forza come l’immagine concreta di “uomini e donne che credono”.

Sono convinto che Feuerstein avesse ragione: il grande Maestro ebreo sosteneva che la relazione è il fondamento, per il miglioramento perpetuo del potenziale umano.

Claudio Daniele

Ecclesiologia: il legame profondo tra Teologia e Chiesa

Il legame tra teologia e Chiesa emerge chiaramente dal fatto che da parte sua la Chiesa (che non è quindi da considerare come l’istituzione gerarchica) deve esprimere Dio, deve parlarci di quel Dio, il Padre, che per dirla con le parole di S. Giovanni “…proprio il Figlio unigenito, che è costantemente rivolto verso il seno del Padre, lui (lo) ha rivelato” (Gv 1,18). L’ecclesiologia non deve solo parlare della Chiesa, magari in maniera riduttiva, ma deve entrare costantemente in relazione con la teologia: è lo Spirito di Gesù Cristo che fa esistere la Chiesa e fa vivere i credenti di Lui.

La Chiesa dunque si manifesta davvero come “popolo di Dio” che, attraverso i vari ministeri istituiti, si pone a servizio della fede e della Rivelazione. Se ci pensiamo bene, Gesù non può esistere senza coloro che credono in Lui, e la Chiesa, pur non essendo Gesù, porta in sé il suo volto: lo testimonia, vive di lui, mantenendo nella verità quella fondamentale differenza rispetto al suo Signore.

Ecco il compito fondamentale della Chiesa: il servizio della fede, perché ci sia continuità e stabilità nell’annuncio del Vangelo.

Teologo

Claudio Daniele

All’inizio c’era Gesù di Nazareth (evento storico), ma noi oggi per arrivare a Lui dobbiamo considerarlo come il Crocifisso Risorto (evento di Gesù), che si fa presente e vivo in una comunità, situata da Cristo stesso nel Suo evento.

Come si evince da queste brevi riflessioni, esiste davvero un legame inscindibile tra Teologia e Chiesa, che nel corso della storia purtroppo è stato mal interpretato: infatti ci fu un periodo, quello medievale, in cui la riflessione teologica sulla Chiesa aveva commesso l’errore di concentrare l’attenzione esclusivamente sul tema della “sostituzione” ossia: dal momento che Gesù è salito al cielo, per cui la sua presenza fisica non c’è più, al suo posto viene la Chiesa, la quale diventa assoluta detentrice persino del potere di salvare gli uomini e, da questo punto di vista, decidere chi salvare oppure no.

Era in voga il detto latino Extra Ecclesiam nulla salus che voleva indicare il fatto per cui chi non apparteneva alla Chiesa in quanto battezzato e fruitore dei sacramenti, al momento della morte non avrebbe ottenuto la salvezza della propria anima.

L’Ecclesiologia “Moderna”

L’ecclesiologia riscopre i valori importanti, delle origini e l’appartenenza ecclesiale come carattere determinante.
Oggi per fortuna il discorso teologico sulla Chiesa ha ripreso la freschezza delle origini, riscoprendo il valore importante ma non esclusivo dell’appartenenza ecclesiale come carattere determinante e indispensabile per la salvezza dell’uomo.

Tutto questo in virtù dei racconti evangelici, in cui lo stesso Gesù con il suo modo di predicare e di agire, dimostra che la salvezza anzitutto è per chi si è allontanato, si è perduto (a titolo esemplificativo basti ricordare la famosa parabola del Buon Pastore in Lc 15, 1-7).

Così, a imitazione del suo Maestro, è chiamata a fare la Chiesa, che nel corso dei secoli è stata aggettivata con una serie di titoli, peraltro di origine biblica, molto significativi come ad esempio “Sposa di Cristo”, “Madre e Maestra”, “Corpo-organismo”, e altri che stanno ad indicare il ruolo che questa riveste nei confronti di Dio e dell’umanità e la grande responsabilità ricevuta dal suo Signore di testimoniare con la parola e con i gesti sacramentali, ovvero con tutta se stessa il grande mistero della Risurrezione di Gesù, racchiuso nella Rivelazione cristiana.

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