Teologia e
VITA
Il tema della vita ha fatto il suo ingresso nella riflessione teologica solo tardivamente.
Teologia e vita: un tema ampio e articolato
Teologia e vita: un tema ampio e articolato
IL BINOMIO BIOETICA E TEOLOGIA
IL BINOMIO BIOETICA E TEOLOGIA
Il tema della vita, intesa nel suo ampio significato originale di bios, ha fatto il suo ingresso nella riflessione teologica, in maniera più pregnante e significativa solo tardivamente.
Questo dato storico è determinato dalla nascita di quella disciplina che va sotto il nome di bioetica, il cui padre fondatore è il dottor Potter che lo usò in un articolo, per la prima volta, nel 1970.
A partire da questo momento la bioetica è diventata il centro dell’attenzione anzitutto per le scienze mediche e la deontologia ad esse riferita e, di conseguenza, anche per l’ambito della teologia morale che si occupa della riflessione sul tema della vita, anzitutto quella umana, e che si estende a tutta la dinamica vitale presente nelle creature e nel Creato.
La relazione tra teologia e vita è determinata dal dato biblico fondamentale per cui la vita, intesa come “soffio vitale”, “spirito” è anzitutto un dono gratuito dell’amore divino. La teologia del libro della Genesi ai capitoli 1 e 2 ruota proprio attorno a questa tematica centrale per cui l’intenzione di Dio, nel suo agire da Creatore, è quello di donare gratuitamente la vita alle sue creature, attraverso un atto d’amore per le stesse e che anticipa la loro esistenza.
Questo dato emerge ancora più visibilmente nel momento in cui Dio crea l’uomo, dapprima questo è solo una sorta di “manichino” di fango impastato ma, subito dopo Dio: “soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente” (Gen 2, 7).
Ogni mistero della vita ha la propria origine nel cuore.
Claudio Daniele
La questione della vita però abbraccia anche la considerazione di tutto ciò che nel creato è vitale, ossia le creature animali, vegetali e addirittura i fenomeni atmosferici, che in qualche modo, sono portatori di un significato potente e, spesso, anche distruttivo.
Da questo punto di vista, all’uomo spetta il compito di custodire la realtà naturale, gli animali, l’ambiente con la stessa premura amorosa con cui Dio ha inteso creare tutto ciò che esiste. Per cui, in questo caso, emerge chiaramente il tema e l’impegno della cura richiesti all’umanità, che è investita di questo ruolo di responsabilità nei confronti della natura. Quest’ultima dimostra di avere bisogno di protezione, salvaguardia, rispetto poiché si tratta della nostra “casa comune”; così l’ha definita Papa Francesco nella sua Enciclica dal titolo Laudato sii, in cui, riprendendo il famoso ritornello del Cantico delle Creature di francescana memoria, dimostra come la Chiesa abbia a cuore il tema non solo dell’ecologia in senso stretto, ma della considerazione che il creato, in quanto dono di Dio e sua emanazione, esige un agire umano chiamato a preservare il mistero racchiuso in ogni creatura.
Teologo
Claudio Daniele
La vita allora è una questione teologica per eccellenza, poiché è Dio il Vivente, l’unico in grado di conferire questa sua essenza profonda: esserci.
La cosa curiosa è che la vita si presenta come “soffio” in ebraico ruàh che, nella stessa pronuncia del termine, richiama il sibilare del vento e, nella concretezza dell’esistenza, rimanda alla questione vitale per eccellenza ovvero il respirare. È diventato infatti un modo di dire rispetto alla morte di qualche persona “Ha emanato l’ultimo respiro” e sta ad indicare anche la caducità della vita, che in un soffio può essere tolta oppure persa.
In senso più ampio la parola ruàh assume il significato di “spirito divino” che indica da un lato l’autonomia naturale dell’esistenza, dall’altro il fatto che quest’ultima dipende dal suo Creatore-Infusore: infatti proprio il testo biblico attesta che, proprio a partire da quell’alito divino, l’uomo diventa un essere vivente.
Dunque l’uomo non è detentore di questo soffio vitale, ma è responsabile di esso difronte all’umanità intera e a Dio stesso, poiché nel momento in cui oserà togliere questo dono al suo fratello (vedi la vicenda di Caino e Abele), Dio interverrà con grande severità ma, nello stesso tempo, con misericordia.
Inoltre l’uomo è chiamato a trasmettere questo dono divino, attraverso la generazione dei figli, collaborando all’opera creatrice di Dio, e riconoscendo sempre il Suo primato.