Teologia e
LETTERATURA
Il rapporto tra la teologia e la letteratura potrebbe essere considerato, a prima vista, una forzatura.
La teologia “incontra” la letteratura
La teologia “incontra” la letteratura
IL CANTICO DI FRATE SOLE
IL CANTICO DI FRATE SOLE
Molti si potrebbero chiedere cosa c’entra la teologia con la letteratura in generale?
Il rapporto tra la teologia e la letteratura potrebbe essere considerato, a prima vista, una forzatura.
In realtà, a ben pensare, se con la mente facciamo un piccolo sforzo di memoria, per chi a scuola ha studiato un po’ di letteratura, si renderà conto e si ricorderà che il primo testo in assoluto che apre il mondo della letteratura italiana e della nostra lingua l’italiano è un’opera magnifica di San Francesco d’Assisi: Il Cantico di frate Sole che rappresenta la prima espressione della poesia religiosa in volgare, con lo scopo di dare lode al Signore in quanto Creatore di tutto ciò che costituisce l’universo, ovvero il sole, l’acqua e il fuoco che vengono elogiati per la loro bellezza e positività , senza alcun accenno alle potenzialità negative che queste portano con sé.
In realtà, a ben pensare, se con la mente facciamo un piccolo sforzo di memoria, per chi a scuola ha studiato un po’ di letteratura, si renderà conto e si ricorderà che il primo testo in assoluto che apre il mondo della letteratura italiana e della nostra lingua l’italiano è un’opera magnifica di San Francesco d’Assisi: Il Cantico di frate Sole che rappresenta la prima espressione della poesia religiosa in volgare, con lo scopo di dare lode al Signore in quanto Creatore di tutto ciò che costituisce l’universo, ovvero il sole, l’acqua e il fuoco che vengono elogiati per la loro bellezza e positività , senza alcun accenno alle potenzialità negative che queste portano con sé.
L’intento infatti di San Francesco è quello di dare testimonianza dell’onnipotenza di Dio per cui la teologia francescana intende condurre il lettore attraverso la contemplazione delle cose create, visibili, verso la considerazione e comprensione di ciò che è invisibile, trascendente.
A partire dunque dal 1224 circa si svilupperanno altre forme particolari di componimenti a stampo religioso come le Laude.
Alle Laude dedicò molta attenzione Jacopone da Todi, nelle quali emerge chiaramente la sua particolare concezione teologica carica di una forte componente mistica, che nega radicalmente la dimensione terrena, corporea e caduca. Successivamente si svilupperà, nel periodo medievale, un insieme di generi letterari che andranno sotto la categorizzazione di didascalici, improntati ad una letteratura didattica sacra e profana, con l’obiettivo di persuasione e convincimento trasmettendo insegnamenti teologico-religiosi da un lato, mentre dall’altro dottrine di stampo più mondano.
Nella ricognizione del rapporto tra teologia e letteratura non possiamo non citare i celeberrimi e profondissimi testi del Sommo Poeta Dante Alighieri.
Se pensiamo a quanto geniali siano i testi della Divina Commedia, sia nel senso letterario sia nel senso dell’interpretazione teologica che emerge dai vari canti, in cui chiaramente si evince l’influsso della teologia medievale che nel testo detto dei Novissimi analizzava la questione relativa alle “cose ultime” ossia la morte, il giudizio, il Purgatorio, l’Inferno, il Paradiso.
L’abilità del Poeta, inoltre, è proprio data dal fatto che egli racconta una sorta di visione estatica personale, in un viaggio nell’aldilà in cui il protagonista è profeta investito e inviato direttamente da Dio. E poi, via discorrendo, si potrebbero citare moltissimi altri autori e letterati che hanno offerto un contributo anche al sapere teologico, diffondendo le concezioni religiose che, ovviamente, sono figlie delle epoche in cui gli stessi vivono e operano.
Occorre però ancora sottolineare in questa breve introduzione, come lo stesso messaggio teologico nella sua pregnanza e freschezza originale sia stato, sin dai primi secoli del cristianesimo, trasmesso non solo oralmente ma per iscritto attraverso la redazione dei testi del Nuoto Testamento che raccontano, in ordine storico, anzitutto gli avvenimenti delle prime comunità cristiane fondate dall’Apostolo delle genti ossia le lettere di San Paolo e successivamente i quattro Vangeli che, a partire dall’evento centrale della Passione, morte e Risurrezione, ci narrano la storia e l’insegnamento di Gesù di Nazareth.
Successivamente si svilupperà nel periodo medievale un insieme di generi letterari che andranno sotto la categorizzazione di didascalici, improntati ad una letteratura didattica sacra e profana, con l’obiettivo di persuasione e convincimento trasmettendo insegnamenti teologico-religiosi da un lato, mentre dall’altro dottrine di stampo più mondano. Nella ricognizione del rapporto tra teologia e letteratura non possiamo non citare i celeberrimi e profondissimi testi del Sommo Poeta Dante Alighieri: se pensiamo a quanto geniali siano i testi della Divina Commedia, sia nel senso letterario sia nel senso dell’interpretazione teologica che emerge dai vari canti, in cui chiaramente si evince l’influsso della teologia medievale che nel testo detto dei Novissimi analizzava la questione relativa alle “cose ultime” ossia la morte, il giudizio, il Purgatorio, l’Inferno, il Paradiso.
L’abilità del Poeta, inoltre, è proprio data dal fatto che egli racconta una sorta di visione estatica personale, in un viaggio nell’aldilà in cui il protagonista è profeta investito e inviato direttamente da Dio. E poi, via discorrendo, si potrebbero citare moltissimi altri autori e letterati che hanno offerto un contributo anche al sapere teologico, diffondendo le concezioni religiose che, ovviamente, sono figlie delle epoche in cui gli stessi vivono e operano.
Occorre però ancora sottolineare in questa breve introduzione, come lo stesso messaggio teologico nella sua pregnanza e freschezza originale sia stato, sin dai primi secoli del cristianesimo, trasmesso non solo oralmente ma per iscritto attraverso la redazione dei testi del Nuoto Testamento che raccontano, in ordine storico, anzitutto gli avvenimenti delle prime comunità cristiane fondate dall’Apostolo delle genti ossia le lettere di San Paolo e successivamente i quattro Vangeli che, a partire dall’evento centrale della Passione, morte e Risurrezione, ci narrano la storia e l’insegnamento di Gesù di Nazareth.
Allora la teologia ha bisogno, necessita di una parte narrativa e speculativa, capace di trasmettere i suoi principali insegnamenti, di modo che questi ultimi possano raggiungere ogni angolo della terra.
Sono convinto che Feuerstein avesse ragione: il grande Maestro ebreo sosteneva che la relazione è il fondamento, per il miglioramento perpetuo del potenziale umano.
Claudio Daniele
Teologo
Claudio Daniele
Allora la teologia ha bisogno, necessita di una parte narrativa e speculativa, capace di trasmettere i suoi principali insegnamenti, di modo che questi ultimi possano raggiungere ogni angolo della terra.
E, se siamo attenti, il testo biblico oltre che il primo ad essere stampato da Gutenberg, è ancora oggi il libro più venduto, più stampato e più tradotto al mondo. Se poi andiamo a scoprire il significato etimologico della parola Bibbia dal greco “biblia” ossia “libri” ci rendiamo conto che la teologia è davvero custodita nei libri biblici che, oltre ad essere dei componimenti letterari, caratterizzati da diversi generi, e quindi frutto e mezzo di una cultura che si tramanda da secoli, sono anche testi sacri, ovvero “separati” diversi da tutti gli altri testi, in quanto portatori di un messaggio di rivelazione divina.