L’annuncio solenne di un nuovo Papa
8 maggio 2025 – Un Gaudium Magnum per la Chiesa universale
Habemus Papm! Questa antichissima e solenne dichiarazione è risuonata in tutto il mondo lo scorso giovedì 8 maggio 2025, per annunciare la grande gioia (Gaudium magnum) dell’elezione del Papa Leone XIV. Grazie al Conclave, rito segreto e relativamente rapido, la Chiesa può contare sul Successore di San Pietro che si è presentato dalla loggia delle benedizioni con grande umanità (tutti abbiamo notato i suoi occhi lucidi di commozione). Si leggeva inoltre dal suo volto un intreccio di emozioni forti e credo anche contrastanti, per questo ha preferito leggere il suo primo discorso scritto a mano su un semplice foglio di carta. Impareremo col tempo a conoscere la personalità di quest’uomo che sin dai suoi primissimi discorsi sta dimostrando grande equilibrio, attenzione e amore per il servizio che la Chiesa e chiamata a portare avanti nell’annuncio dell’Evangelo.

La pace non come ideale, ma come evento salvifico
Il suo iniziale saluto “La Pace sia con voi” non è da interpretarsi come un’ovvietà o, peggio ancora, una dovuta banalità, siccome si tratta del Papa, ma in questo saluto eminentemente pasquale è racchiuso il programma del suo pontificato che si fonda su Gesù Risorto unica e vera Pace possibile per l’umanità, è un po’ come se avesse detto “Gesù (che è la Pace) sia con voi”. Non si tratta di un semplice augurio ma di una certezza racchiusa dalla fede: non esiste Pace se non quella che Gesù incarna nel suo evento di morte e Risurrezione, poiché la Sua Pace non equivale a quella che il mondo cerca a tentoni. La vera Pace che sconfigge il male e la morte è portata dal Risorto, anzi è il Crocifisso Risorto.
La Pace allora non può essere ridotta a semplice ideale (certamente nobile) da perseguire, la Pace che il Papa dichiara e invoca per il mondo è un evento di Salvezza è il Cristo Risorto che dichiara sconfitta per sempre la morte. Allora l’invito successivo di Leone XIV a “non avere paura, a camminare insieme mano nella mano con Dio e con i fratelli” ci spinge a ritenere che dobbiamo credere a Cristo nostra Pace e vivere testimoniandolo di conseguenza nel nostro quotidiano e insieme agli altri. Ritorno alla mente a tal proposito un’affermazione di Papa Francesco che si collega in maniera significativa con questo discorso ovvero “non ci si salva da soli”, come a dire che la salvezza e quindi la Pace si ottiene grazie al contributo effettivo e fattivo di ciascuno nell’essere in senso evangelico “Operatori di Pace”. Quest’ultima infatti non può essere solo proclamata come un valore (seppur alto e fondante), ma va “costruita” giorno dopo giorno con sacrifici, rinunce, dedizione al Bene che pure siamo chiamati a generare e di cui il mondo ha davvero bisogno









