La morte di un pontefice segna una svolta nel cattolicesimo

Papa emerito Benedetto XVI, la sua morte, il 31 dicembre 2022

Nonostante da diversi giorni i social, le testate giornalistiche e la televisione ci avessero avvertiti delle precarie condizioni di salute del Papa emerito Benedetto XVI, la sua morte, il 31 dicembre 2022, ci ha colti disarmati ed ha colpito non solo la Chiesa, ma si potrebbe dire l’intera umanità. La morte di un Pontefice segna da sempre una svolta storica per il cattolicesimo: in particolare, questa morte ha però un sapore diverso, in quanto ha lasciato un segno ancora più significativo nella storia. Infatti non è partita la conseguente macchina del Conclave, come sarebbe stato di norma, nemmeno il cosiddetto “toto Pontefice”. Stavolta nessuno si è permesso di dire “morto un Papa, se ne fa un altro” poiché questo altro è già venuto, è già fra di noi ormai da 10 anni e si chiama Francesco.

Papa emerito Benedetto XVI, la sua morte, il 31 dicembre 2022

Un Papa teologo

Ciò che ha colpito maggiormente, leggendo vari articoli e contributi in Sua memoria, si è percepito un atteggiamento di profondo rispetto e riconoscenza grata, nei confronti del Suo altissimo profilo di credente e teologo, capace di dialogare. È noto a tutti il suo rigore tedesco, legato però ad una profondissima bontà d’animo, la sua discrezione nei rapporti umani che spesso poteva apparire come un atteggiamento di distacco. Egli era in realtà un uomo timorato di Dio, che ha goduto in vita come in morte della stima di molti. Da rilevare come, grazie al suo pensiero e al suo magistero, Egli abbia restituito al cattolicesimo un fondamento di riflessione basato sul “logos – Cristo”, Parola incarnata. In Lui abbiamo potuto scorgere l’unione inscindibile tra la fede sincera dell’umile e l’esercizio serio della ragione umana.

La sua eredità culturale

Da questo punto di vista, particolare interesse ha suscitato un’intervista sorprendentemente elogiativa da parte del filosofo Massimo Cacciari sul settimanale “Avvenire” del 6 gennaio 2023, in particolare riportiamo l’ultima risposta:
Quale eredità lascia (Benedetto XVI)?

Con Wojtyla lasciano la testimonianza della loro esperienza e della loro intelligenza a tenersi aperti al confronto con le correnti filosofiche contemporanee e le altre fedi, e qui si apre tutto il discorso sull’ecumenismo, ma tenendo la posizione senza generare confusione. Sono stati cattolici senza cedimento, e questa è la loro forza.

Si potrebbe aggiungere, che Papa Benedetto XVI abbia ulteriormente manifestato questa forza con la radicale, storica e convinta scelta di rinuncia al Pontificato, che lo ha reso ancora di più autentico e credibile testimone di quel Gesù che ha rappresentato il senso della sua vita a servizio del Vangelo nella Chiesa. Per questo motivo potremmo definire questo Papa come BEN-EMERITO della cultura, in quanto con il suo pensiero, il suo ministero e le sue scelte ha acquistato meriti nei confronti della società e della Chiesa.

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Claudio Daniele

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