Le principali indicazioni a seguito dell’incontro a Roma tra i Referenti diocesani e Papa Francesco
Valorizzare il potenziale delle parrocchie e delle comunità cristiane
Nei giorni 25-26 maggio 2023 si è riunita a Roma l’Assemblea Nazionale dei Referenti diocesani del Cammino Sinodale delle Chiese in Italia. In questa occasione, i Referenti presenti sono stati invitati a vivere un momento insieme ai Vescovi Italiani durante la giornata conclusiva della loro Assemblea Generale, nella quale si è svolto un incontro con il Santo Padre. Quest’ultimo è stato vissuto in un clima di accoglienza e cordialità nella grandiosa cornice dell’aula Paolo VI. Dopo i saluti introduttivi il Papa ha indicato come il cammino sinodale sin qui vissuto nelle varie Chiese locali sia stato una vera «esperienza spirituale unica», che porterà frutti di conversione e rinnovamento in vista di una evangelizzazione più attenta e mirata. Ecco perché risulta davvero importante proseguire nella direzione tracciata, senza perdersi d’animo e «valorizzando il potenziale presente nelle parrocchie e nelle varie comunità cristiane».

L’avvio della fase sapienziale: un cammino continuo
Dopo il biennio dedicato all’ascolto si sta aprendo quella che viene definita come la “fase sapienziale”, durante la quale, la Comunità ecclesiale dovrà avviare un serio discernimento in vista di scelte concrete e attuabili. A questo proposito Francesco ha voluto affidare alcune consegne: anzitutto continuare a camminare. Si è originato un nuovo stile di essere e di fare Chiesa, in cui emerge chiaramente come la stessa vita cristiana sia un perenne cammino sotto la guida dello Spirito Santo. Per fare questo la Chiesa è chiamata a riscoprire tre virtù fondamentali che sono l’umiltà, il disinteresse e la beatitudine.
Fare Chiesa insieme ed essere Chiesa aperta
La seconda consegna è fare Chiesa insieme, evitando le divergenze, gli ostacoli tra chi opera pastoralmente come attore principale e chi spesso invece si defila. Occorre riacquisire il vero senso di corresponsabilità che nasce dal dono stesso del Battesimo.
La terza consegna essere una Chiesa aperta così descritta dal Papa: «Riscoprirsi corresponsabili nella Chiesa non equivale a mettere in atto logiche mondane di distribuzione dei poteri, ma significa coltivare il desiderio di riconoscere l’altro nella ricchezza dei suoi carismi e della sua singolarità». Il sogno di Francesco è una Chiesa che spalanca le porte a tutti senza l’utilizzo di nessun metro di giudizio che non sia quello evangelico della misericordia. Una vera Chiesa sinodale è capace di accogliere, non è autoreferenziale (il Papa definisce questo atteggiamento come la teologia dello specchio), poiché è consapevole della sua vulnerabilità, delle sue fragilità che non sono segno di sconfitta ma che rivelano l’autentico volto umano di una Comunità capace di aprire i propri spazi e i propri orizzonti.
Il paradosso dell’inquietudine
Quarta consegna essere una Chiesa “inquieta” nelle inquietudini del nostro tempo, ossia capace di vivere accanto a chi sta passando momenti difficili della propria esistenza, consapevole che la sua missione di portare l’annuncio di salvezza del Cristo Risorto e Vivo è guidata dallo Spirito Santo, vero protagonista del cammino sinodale. È Lui che genera nei credenti l’inquietudine positiva che smuove gli animi e li dispone ad un’accoglienza autenticamente evangelica.









