Cammino sinodale della Chiesa italiana

Origine e significato della parola “Sinodo”

Se analizziamo la parola “SINODO”, dal punto di vista della sua origine etimologica, ci troviamo anzitutto di fronte ad una traduzione che indica una dinamicità, un movimento. Il termine greco “sun + odos” si può tradurre i questo modo “con + strada”, ovvero strada da percorrere insieme. Di qui derivano altri significati come “cammino comune”, “camminare insieme”, “sulla stessa strada”, “condivisione del cammino”. Nella Grecia antica, questo vocabolo era utilizzato per indicare, nello specifico, l’assemblea federale Achea, frutto di una alleanza, di un accordo.

Questo termine è stato dunque recuperato dalla tradizione ecclesiale per definire uno specifico modo di riunirsi della Chiesa, con lo scopo di raggiungere degli accordi e di assumere delle importanti decisioni in ambito cristiano.

Un Sinodo della Chiesa Universale, la visione di Papa Francesco.

La peculiarità di questo Sinodo, voluto fortemente da Papa Francesco, è che per la prima volta nella storia della Chiesa, questo si svolge in modo decentrato, ossia coinvolge ciascuna chiesa particolare presente nei cinque continenti. Si tratta insomma di un Sinodo della Chiesa Universale. Le parole Sinodo e Alleanza potrebbero essere identificate come strettamente relazionate, in quanto richiamano da un lato la loro origine, che si colloca all’interno di un patto e dall’altro il fatto che siamo di fronte ad un accordo che si deve stabilire attraverso il dialogo, l’ascolto reciproco, la condivisione e l’assunzione di buone pratiche in vista del futuro.

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Il senso teologico del “Sinodo” nelle parole di Papa Francesco

Ci facciamo aiutare nella comprensione del significato profondo del “fare sinodo” dalle stesse parole di Papa Francesco, nell’omelia tenutasi durante la celebrazione eucaristica, in occasione dell’apertura del cammino sinodale:

“Un tale, un uomo ricco, va incontro a Gesù mentre Egli «andava per la strada» (Mc 10,17). Molte volte i Vangeli ci presentano Gesù “sulla strada”, mentre si affianca al cammino dell’uomo e si pone in ascolto delle domande che abitano e agitano il suo cuore. Così, Egli ci svela che Dio non alberga in luoghi asettici, in luoghi tranquilli, distanti dalla realtà, ma cammina con noi e ci raggiunge là dove siamo, sulle strade a volte dissestate della vita. E oggi, aprendo questo percorso sinodale, iniziamo con il chiederci tutti – Papa, vescovi, sacerdoti, religiose e religiosi, sorelle e fratelli laici –: noi, comunità cristiana, incarniamo lo stile di Dio, che cammina nella storia e condivide le vicende dell’umanità? Siamo disposti all’avventura del cammino o, timorosi delle incognite, preferiamo rifugiarci nelle scuse del “non serve” o del “si è sempre fatto così”?

Fare Sinodo significa camminare sulla stessa strada, camminare insieme. Guardiamo a Gesù, che sulla strada dapprima incontra l’uomo ricco, poi ascolta le sue domande e infine lo aiuta a discernere che cosa fare per avere la vita eterna. Incontrare, ascoltare, discernere: tre verbi del Sinodo su cui vorrei soffermarmi.

Incontrare. Il Vangelo si apre narrando un incontro. Un uomo va incontro a Gesù, si inginocchia davanti a Lui, ponendogli una domanda decisiva: «Maestro buono, cosa devo fare per avere la vita eterna?» (v. 17). Una domanda così importante esige attenzione, tempo, disponibilità a incontrare l’altro e a lasciarsi interpellare dalla sua inquietudine. Il Signore, infatti, non è distaccato, non si mostra infastidito o disturbato, anzi, si ferma con lui. È disponibile all’incontro. Niente lo lascia indifferente, tutto lo appassiona. Incontrare i volti, incrociare gli sguardi, condividere la storia di ciascuno: ecco la vicinanza di Gesù. Egli sa che un incontro può cambiare la vita. E il Vangelo è costellato di incontri con Cristo che risollevano e guariscono. Gesù non andava di fretta, non guardava l’orologio per finire presto l’incontro. Era sempre al servizio della persona che incontrava, per ascoltarla”.

(Omelia del Santo Padre Francesco in occasione della messa per l’apertura del Sinodo; Basilica di San Pietro Roma – 10 ottobre 2021)

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