Analisi di alcuni testi paolini più significativi
L’integrità delle persone davanti a Dio
San Paolo è interessato di più all’integrità della persona davanti a Dio che non ad un’analisi del fenomeno della coscienza morale (2Cor 1,12): il passo di Rm 2,15 conferma infatti l’intima relazione con Dio come criterio dell’agire (sia osservando la Legge, sia seguendo la coscienza).
San Paolo sostiene che non solo i Giudei sono in grado di conoscere la legge e le sue esigenze, ma anche i pagani posseggono per natura questa conoscenza, grazie alla quale, la coscienza assume il ruolo di giudizio. Il passo documenta la concezione, influenzata dalla cultura ellenistica, secondo la quale gli uomini posseggono una facoltà di giudizio morale, di cui la syneidesis è testimonianza. Essa attesta e conferma le opere buone compiute, anche se con questo l’uomo non è ancora giustificato.

La testimonianza della propria coscienza
In Rm 9,1 San Paolo chiama in causa la propria coscienza, “nello Spirito Santo”, per confermare la verità di quanto sta per affermare. Egli è alle prese con la difesa della propria persona nell’opera pastorale e catechetica intrapresa a Roma, che viene frequentemente e radicalmente equivocata, soffrendo, lui stesso, per il peso dei giudizi pronunciati a suo riguardo.
In questo contesto «l’appello alla testimonianza della coscienza… assume la figura di una formula solenne, quasi un giuramento, per affermare la sincerità di ciò che sta per dichiarare e che suppone esposto al dubbio facile dei suoi interlocutori…
L’appello dell’apostolo alla testimonianza della propria coscienza può valere per loro unicamente a patto che anch’essi ascoltino la loro coscienza»3. Anche in 2Cor 1,12 abbiamo lo stesso richiamo alla testimonianza della propria syneidesis, con cui S. Paolo ribadisce la propria onesta e schietta condotta di vita.
L’obbedienza e il rispetto nei confronti delle autorità
Nel testo di Rm 13, San Paolo affronta, in una situazione decisamente complessa, il tema dell’obbedienza e del rispetto dovuti all’autorità statale (si tenga presente che a Roma in quell’epoca governava l’imperatore Nerone).
Nella questione l’Apostolo delle genti rifiuta un adattamento puramente esteriore o un servilismo acritico, dovuto al timore di subire le conseguenze dell’azione repressiva imperiale. Un simile atteggiamento e comportamento, proprio a motivo dell’esperienza della coscienza, è incompatibile con un sano ed autentico vissuto morale cristiano, che richiede l’assunzione personale e la convinzione interiore di tutto quello che il soggetto morale opera.
L’appello alla coscienza altrui
In 2Cor 4,2 e in 2Cor 5,11, San Paolo fa appello alla coscienza di altri per esporre la verità al cospetto di Dio. Il contesto immediato è la presenza a Corinto di predicatori, che affermano la loro legittimità contestando quella di San Paolo, basandosi su segni sorprendenti, che appunto egli non ha compiuto. Nella sua difesa l’Apostolo si sottrae agli argomenti dei suoi oppositori appellandosi alla coscienza intesa come istanza altissima di giudizio.
In 1Cor 4,4 San Paolo rivendica presso i Corinti il suo essere ministro di Cristo e amministratore dei misteri di Dio. Per lui non ha alcun interesse che essi lo valutino diversamente e neppure egli stesso si giudica e anche se non è consapevole di nessun fatto negativo, tuttavia è solo il Signore che può giudicare.
La positiva e sincera testimonianza della propria coscienza non è sufficiente per la propria giustificazione, che viene riconosciuta come riservata a Dio soltanto.
«L’impossibilità che la coscienza giustifichi è da intendere alla luce della sua intrinseca struttura ‘religiosa’: essa non è una facoltà umana che possa essere pensata come in se stessa consistente; è piuttosto il luogo che rimanda il cristiano ad un Dio che rimane sempre più grande. In tal senso, la coscienza rimanda insieme alla fede stessa».
La questione degli animali sacrificati agli idoli
I testi che parlano della questione degli idolotiti (1Cor 8-10) fanno riferimento ai cristiani che possiedono al riguardo una conoscenza, che è diversamente consistente, cioè connotata da due gradi di giudizio differenti: forte, quella che si basa sulla convinzione dell’inesistenza degli idoli, poiché “c’è un Dio solo” e quindi della conseguente indifferenza nel cibarsi della carne loro precedentemente offerta; debole, quella di coloro che non possedendo questa conoscenza e quindi lasciandosi indurre a consumare carne, rimangono con la coscienza “indebolita” e “contaminata” (1Cor 8,7), in quanto, così operando, abbandonano il giudizio della propria coscienza ed acconsentono ad una separazione eticamente poco sostenibile tra convinzione e comportamento personale.
Nella comunità dei cristiani, San Paolo intravede il pericolo che i forti inducano i deboli a non comportarsi più secondo la loro coscienza, seppur debole, cioè oggettivamente falsa, che, così ferita, è indotta al peccato, che consiste nell’abdicare dal comportarsi sempre secondo i dettami della propria coscienza: si rischierebbe «l’adeguamento mimico – e cioè l’imitazione senza coscienza – dei deboli a quella sorta di diktat esercitato nei loro confronti dai modi di dire e di fare dei sapienti…».
È chiaro che per San Paolo, insistendo sulla libertà cristiana, i cristiani possono mangiare la carne sacrificale, ed anche evitare di perdersi in eccessivi scrupoli circa la sua eventuale provenienza.
Solo in presenza di un commensale che dimostri di avere una coscienza debole, affinché la libertà cristiana non sia considerata in modo sbagliato, occorre rinunciare a cibarsi di ciò che, altrove e altrimenti, sarebbe lecito mangiare.
Simile problematica ritorna nella lettera ai Romani: anche qui i deboli soffrono realmente di una mancanza di conoscenza e di libertà cristiana, ma se vengono turbati o confusi dal comportamento dei loro fratelli, allora questi, pur giudicando in sé rettamente, agiscono «non secondo il comandamento dell’amore» (Rm 14,15).
San Paolo dunque offre un primo abbozzo di un modello di comportamento da praticare nei casi di conflittualità tra coscienza individuale e comunità.









