Analisi brevi riflessioni circa l’evento bellico in Ucraina
La guerra è la concretizzazione del male che si fa devastazione e annientamento

Sin da bambini, quando a scuola e sui libri ci venivano spiegate le guerre tra i vari popoli, che hanno segnato la storia dell’umanità, rimanevamo non solo impressionati dalle atrocità perpetrate dagli uomini stessi, ma soprattutto ci siamo domandati: che senso ha tutto questo? Se la storia dovrebbe rappresentare veramente la “maestra di vita”, sembrerebbe che purtroppo e in realtà, oggi si stanno ripetendo, dinanzi ai nostri occhi, le medesime scene di distruzione, odio, dolore e morte. Davvero tutto questo non ha alcun senso, poiché la guerra è la concretizzazione del male che si fa devastazione e annientamento ed è l’atto più disumano e disumanizzante. Sembrerebbe che la storia non abbia insegnato nulla e, di fronte a ciò che sta succedendo da oltre un mese in terra Ucraina, spesso rischiamo di rimanere semplici spettatori inermi e inerti, davanti ad un dramma storico che segnerà per sempre il futuro dell’Europa e dell’intera umanità. Sorge spontanea un’altra domanda: ma noi cosa possiamo fare?
Così Papa Francesco ha indicato durante l’Angelus di domenica 27 marzo 2022:
“è l’ora di abolire la guerra, di cancellarla dalla storia dell’umanità prima che sia la guerra a cancellare l’umanità”.
Come credenti dobbiamo anzitutto essere convinti che il male si può sconfiggere solo con il bene, perciò nel nostro piccolo sono diversi gli atteggiamenti che possiamo attuare come segno di attenzione e di rispetto verso chi oggi è perseguitato, oppresso e ferito:
- Concretamente e nei limiti del possibile dare un contributo in denaro o in beni di prima necessità alle associazioni o enti di fiducia che stanno operando attivamente
- Evitare il più possibile gli sprechi di acqua, cibo, spese non strettamente necessarie, ecc…
- Vivere la pace in famiglia, sul lavoro, nella società, ecc…
- Pregare per la pace
“Tanti nonni, ammalati e poveri, separati dai propri familiari, tanti bambini e persone fragili restano a morire sotto le bombe, senza poter ricevere aiuto e senza trovare sicurezza nemmeno nei rifugi antiaerei. Tutto questo è disumano! Anzi, è anche sacrilego, perché va contro la sacralità della vita umana, soprattutto contro la vita umana indifesa, che va rispettata e protetta, non eliminata, e che viene prima di qualsiasi strategia! Non dimentichiamo: è una crudeltà, disumana e sacrilega! Preghiamo in silenzio per quanti soffrono” (Papa Francesco)
Si tratta di piccole attenzioni che non sono banali, ma che ci possono aiutare a riflettere sulla grave situazione che il mondo sta attraversando, riconoscendoci anche noi in parte chiamati in causa difronte a ciò che accade e quindi invitati a reagire con consapevolezza, serietà e convinzione, anche in nome della fede che ci contraddistingue.









