Al via il secondo anno del cammino Sinodale della Chiesa
L’attenzione continua sul tema centrale dell’ascolto in senso “orientato”
Con l’avvio del nuovo anno pastorale 2022-23, la Chiesa, su iniziativa di Papa Francesco e su invito dei vescovi, prosegue per la seconda annualità lungo il cammino sinodale. L’attenzione è ancora posta sul tema centrale dell’ascolto in senso “orientato” ovvero, è importante ancora dedicare tempo, attenzione e cura alle relazioni e al confronto fraterno, con l’obiettivo di un’integrazione rispetto a tutto ciò che è stato fatto lo scorso anno e tentare, come ci esorta il Papa, di prestare ascolto ai “diversi mondi” vicini e lontani, rispetto alle nostre comunità, ovvero la realtà di tutti coloro che desiderano dire qualcosa alla Chiesa. Il metodo da seguire nei vari gruppi sinodali sarà ancora quello della conversazione spirituale con laboratori più aperti: partendo dall’ascolto della Parola di Dio (riconoscere), attraversando l’ascolto fra le persone (interpretare), per giungere alla risonanza interiore che fa scaturire proposte creative e magari innovative (scegliere), così come lo Spirito suggerisce ai cuori. L’obiettivo è che questa prassi diventi uno stile permanente della vita della Chiesa, che si fondi su una testimonianza più esperienziale.

L’orizzonte evangelico di riferimento: la casa di Betania
Come orizzonte biblico di riferimento vi è l’incontro di Gesù con Marta e Maria, nella loro casa di Betania:
Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa. Essa aveva una sorella, di nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola; Marta invece era tutta presa dai molti servizi. Pertanto, fattasi avanti, disse: «Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma Gesù le rispose: «Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta». (Lc 10, 38-42)
Si tratta di una vera icona significativa per il secondo anno e che nella ripresa di parole come ospitalità, servizio, casa, ascolto, ecc. ha prefigurato il sogno di una Chiesa intesa come “casa di Betania” aperta a tutti. Mentre erano in cammino…questo è il punto di partenza sia del brano evangelico sia del percorso che la Chiesa ha intrapreso da un anno e che continua alla sequela del Suo Maestro: quelli che lo seguono i discepoli sono “coloro che guardano con fede a Gesù, autore della salvezza e principio di unità e di pace” (Lumen Gentium 9). Non si tratta di un club esclusivo, ma di uomini e donne come tanti, con uno sguardo però illuminato dal dono della fede nel Signore Gesù.
Quali obiettivi per questo secondo anno?
Lo scopo di questo cammino non è quello di produrre un documento, ma è quello di dare avvio ad una nuova esperienza di fare ed essere Chiesa. Il lavoro fatto lo scorso anno sulle varie sintesi diocesane ha condotto a focalizzare l’ascolto della seconda annualità su alcuni assi portanti denominati “cantieri sinodali” che sono tratti proprio dal racconto della casa di Betania e che sono:
- Il cantiere della strada e del villaggio
- Il cantiere dell’ospitalità e della casa
- Il cantiere delle diaconie e della formazione spirituale
Questi tre cantieri si possono adattare liberamente a ciascuna realtà ecclesiale, scegliendo quali e quanti proporre sul territorio. L’immagine del cantiere dice dunque la necessità di un lavoro comune e collaborativo, che duri nel tempo e che non si riduca ad una semplice organizzazione di eventi. Il cantiere diventa allora uno spazio da abitare e da costruire, una modalità di sperimentare lo stile relazionale e fraterno, uno spazio di ascolto e di ricerca, in cui è possibile proporre attività, condividere le esperienze, sentirsi parte attiva di un grande progetto. In sintesi si tratta di una vera sinodalità vissuta che, come Maria, da un lato è capace di “scegliere la parte migliore” ovvero l’ascolto della Parola di Dio trovando in essa il fondamento del proprio essere e, come Martaintegrando questa attitudine con la dedizione nel servizio. Alla base di questa dinamica rimane la domanda fondamentale del Sinodo universale:
“Una Chiesa sinodale, annunciando il Vangelo, cammina insieme: come questo ‘camminare insieme’ si realizza oggi nella nostra Chiesa particolare? Quali passi lo Spirito ci invita a compiere per crescere nel nostro ‘camminare insieme’?”.
La Chiesa ha urgente bisogno di recuperare la sua identità e la può ritrovare e ricostruire solo se sarà capace di rispecchiarsi nel suo Maestro e alla luce di tutto ciò che lo Spirito opererà nel cuore di chi si metterà davvero in gioco.
Buon cammino!









