La fede e la religione possono aiutarci a trovare risposte a domande che ci sembrano senza risposta?
Il ritorno delle domande di senso
La storia umana ci insegna che nei momenti di maggiore tragicità o emergenza gli uomini, in un modo o nell’altro, hanno sempre e comunque fatto ricorso alla religione e di conseguenza alla fede come conforto, sostegno, aiuto, rifugio, speranza.
Certamente in questo periodo, in cui permane uno stato di attenzione emergenziale, sono tante le domande di senso che l’uomo si pone e alle quali non riesce a dare risposte:
- Se Dio è così buono come mai non interviene a fermare il contagio?
- Che senso ha morire in questo modo così assurdo senza nemmeno la vicinanza dei propri cari?
- Forse Dio intende punire l’umanità?
- Se Dio è presente perché succede questa tragedia?
E tante altre…il fatto curioso che vorrei sottolineare è che il dato religioso storicamente è nato proprio a partire da alcune domande di senso, che da sempre hanno contraddistinto la ricerca umana di verità e di vita.

La religione non offre risposte pre-confezionate
Sono domande che attraversano la storia e non hanno confini nel tempo, nello spazio e in ogni singolo individuo: oggi le nostre domande di senso nascono perché siamo di fronte ad una situazione inedita e per certi versi inspiegabile.
Proprio per questo motivo, il riferimento alla religione può venire in aiuto non tanto nel dare risposte preconfezionate, ma nell’offrire l’opportunità di una ripresa seria di riflessione personale su ciò che sta accadendo, attraverso il richiamo ad alcuni elementi specifici del credo religioso che possono essere la lettura e meditazione del testo sacro, la preghiera personale, la storia e testimonianza di chi nel passato è stato identificato come uomo di fede.
Alcuni esempi concreti di uomini/donne di fede
A questo proposito credo possano essere utili i rimandi alle figure di personaggi che hanno segnato la storia dell’umanità proprio per la loro fede, pensiamo ad esempio a San Francesco d’Assisi, al Mahatma Gandhi, a Martin Luther King, a Madre Teresa di Calcutta, alla giovane Chiara Luce Badano e a tanti altri testimoni che, con la loro vita, possono essere da esempio, soprattutto nel saper affrontare e dare un senso all’esperienza tragica del dolore e della morte.
La fede: piccola luce nel buio
Oggi, come non mai, siamo messi di fronte all’esperienza della sofferenza, della malattia e della morte, dobbiamo riconoscerlo: presi come eravamo dalle nostre mille corse sfrenate, ci eravamo dimenticati di imparare come si affrontano umanamente queste esperienze, senza fare tabù sulla morte, come purtroppo è successo nella nostra realtà.
In una simile situazione vengono fuori tutte queste problematiche come se fossero una novità tremenda. Qui entra in gioco il ruolo della religione e della fede a fianco della umana gara di solidarietà che non si è fatta mancare. Come alleata dell’umanità che per sua natura è portata all’aiuto, al soccorso, alla condivisione, ecc. la fede, intesa come dono, diventa quella piccola luce nel buio, che aiuta l’uomo a non perdersi d’animo, a sperare di farcela, a sconfiggere il male che sta devastando il mondo intero. Però tutto questo è possibile realizzarlo non da soli ma insieme come comunità, come un’unica famiglia che ha nel cuore e nella mente l’unico obiettivo, quello di giungere alla salvezza.









