La devozione passionista e l’origine del titolo “Mater Sanctae Spei”
Speranza e salvezza come binomio teologico centrale

Il titolo attribuito alla Vergine Maria “Madre della Divina Speranza” risale all’immagine simbolica che rappresenta la Madonna con il Bambino che tiene in mano una piccola croce (segno di speranza).
Questa iconografia è da riferirsi alla tradizionale raffigurazione di Maria Madre della Speranza, molto cara ai fratelli Passionisti.
Nel 1750 un devoto commissionò un quadro di Maria con il Bambino, a seguito delle SS. Missioni predicate dal P. Tommaso del Costato di Gesù (poi Mons. Struzzieri, Vescovo di Todi e primo Vescovo della congregazione Passionista), e lo donò proprio al suddetto P. Tommaso, che lo portò sempre con sé nelle sue Missioni.
Sin da subito questa immagine venne definita “Mater Sanctae Spei”.
I Padri Passionisti mantennero l’uso di portarla sempre nelle loro Missioni: questo fece sì che alcune copie rimanessero in vari luoghi per devozione.
È anche molto antico l’uso dei Passionisti di decorare ogni stanza abitabile dei loro ritiri con questa immagine. L’originale si trova oggi nel nuovo Coro di San Gabriele (TE).
Viene spontanea una domanda: chi è questa Speranza di cui Maria è Madre?
Certamente non è difficile affermare che il suo Figlio Gesù è l’incarnazione della Speranza, simboleggiata esplicitamente dalla piccola croce che porta nelle mani.
Nei Vangeli, infatti, non compare mai la parola Speranza, e lo stesso Gesù non la nomina mai, forse perché Egli stesso è la Speranza del mondo, in quanto “Via, Verità e Vita” (Gv 14), come si definisce nel Vangelo di Giovanni.
La Speranza, dunque, dal punto di vista teologico-biblico, non è un concetto astratto, ma un evento dinamico: un’esperienza di incontro vivificante che permette all’uomo di trovare la Salvezza in Gesù.
Il binomio Speranza–Salvezza è fondamentale per comprendere il senso della missione di Cristo, venuto nel mondo per compiere la volontà del Padre, desideroso che ogni uomo si salvi.
Questa Salvezza passa attraverso la croce, ovvero un cammino di sofferenza che l’uomo è chiamato ad attraversare senza condizioni, seguendo l’esempio luminoso di Gesù, che ha donato la vita per l’umanità.



