La Speranza come virtù teologale e guida verso il Bene

Il volto femminile della Speranza: donna, cielo e ancora

La Chiesa come barca di Pietro - Teologia in pillole

Secondo la riflessione teologico-morale la Speranza è una delle tre virtù teologali insieme alla Fede e alla Carità. In quanto virtù, essa si può definire come la “disposizione abituale a ferma a compiere il Bene” (cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica). Si tratta dunque di un’attitudine umanamente significativa, che consente all’uomo di scoprire il senso della sua esistenza nel mettere in atto scelte che conducono al Bene.

La Speranza in qualche modo ha in sé un potere di proiezione nel futuro, che si potrebbe definire un’anticipazione simbolica, ovvero fa sì che l’uomo, attraverso le sue scelte, anticipi già nell’oggi ciò che si augura avvenga anche per lui nel futuro.

Le raffigurazioni allegoriche hanno lo scopo di dare un volto alla speranza: anzitutto si tratta di un volto femminile, di una giovane donna che rivolge lo sguardo al cielo e si sostiene ad un’ancora che a partire dai primi secoli della Chiesa era il simbolo per eccellenza della Speranza in quanto rimanda (se rovesciata) all’immagine di una croce.

L’ancora/speranza/croce ricorda la Chiesa anch’essa simboleggiata nelle Catacombe come una nave che nelle tempeste del mondo è diretta verso il porto della salvezza, e solo quando si giunge nel porto l’ancora viene gettata (gettare l’ancora è sinonimo di “siamo arrivati!” “Adesso siamo salvi”). Oppure si getta in mare aperto nel momento in cui ci si trova in mezzo ad una tempesta, onde evitare che la nave venga ulteriormente sballottata dalle onde.

Teologo

Claudio Daniele

Teologia in pillole
SCOPRI IL MONDO DEL TEOLOGO CLAUDIO DANIELE

Teologia e

ARTE

Teologia e

MUSICA

Teologia e

LETTERE

Teologia e

VITA

Teologia e

CHIESA