La simbologia nautica nelle catacombe e nell’architettura sacra
La salvezza è per tutti: Chiesa come segno e strumento

Il cammino/pellegrinaggio ha segnato la storia del cristianesimo sin dal suo inizio, anzi, già nella narrazione biblica dell’Antico Testamento, compare il popolo di Israele che si ritrova più volte in una situazione dinamica di spostamento, movimento, peregrinazione. Basti pensare all’episodio dell’Esodo (uscita) del popolo ebraico dalla schiavitù verso la libertà nella Terra Promessa.
Nei secoli successivi, il popolo di Dio ha manifestato la sua fede e devozione proprio attraverso il segno del cammino verso i luoghi Santi, ovvero le principali mete di pellegrinaggio: Gerusalemme, Roma e Santiago de Compostela (oltre che tappe intermedie di Santuari o monasteri). Il pellegrinaggio era motivato da due necessità: la devozione e la penitenza. Soprattutto per penitenza avrà inizio la forma di pellegrinaggio legata al Giubileo.
Proprio a partire dal 1300 (data che segna il primo Giubileo della storia del cattolicesimo) i vari eventi giubilari che si sono susseguiti nella storia hanno avuto come elemento caratterizzante la pratica del pellegrinaggio come richiesta di perdono e di cancellazione/espiazione della colpa. Questo atto di pietà prenderà poi successivamente il nome di Indulgenza. Il cammino è anche metafora del percorso dell’esistenza umana verso la propria realizzazione ovvero la Salvezza. Ecco la dimensione della speranza che alimenta il percorso della vita che tiene in debita considerazione il passare attraverso la drammaticità del dolore e della sofferenza che non possono cancellare l’affidamento nei confronti di Dio, nel quale i credenti riconoscono la loro unica Speranza.



